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Cosa offre la nostra città...

Il perimetro fortificato romano fu eretto già nel 180. L'attuale cerchia muraria, lunga circa 4 chilometri e 223 metri, è frutto dell'ultima campagna di ricostruzione, partita nel 1504. Articolate in 12 cortine e con undici bastioni (detti in città baluardi) non vennero però mai usate per difendersi da un assedio, al contrario delle cinte più antiche, in quanto furono concepite come deterrente contro le mire espansionistiche del Granducato di Firenze.  Noleggiate una bicicletta e godetevi la passeggiata intorno alla città e le meravigliose vedute che da lassù si godono.
Lucca è sorta alla confluenza di importanti strade commerciali e religiose. I primi insediamenti di cui siamo a conoscenza risalgono al tempo dei Celti dai quali deriva la denominazione “Luc” che significa luogo paludoso. Periodicamente, infatti, il fiume Serchio inondava la zona. Il risanamento della zona è iniziato con le civiltà dei Liguri e degli Etruschi che si sono impegnati nella bonifica della “palude”.

E’ stato sotto la dominazione dell’Impero Romano che è iniziato il periodo di prosperità per Lucca. I Romani, infatti, hanno circondato il “castrum” con imponenti mura i cui resti ancora si possono osservare all’interno della chiesa di Santa Maria della Rosa. Risalgono a questo periodo la forma di Piazza Anfiteatro e i resti del teatro romano presso la Chiesa di Sant’Agostino. In seguito alla caduta dell’Impero Romano hanno qui governato i Goti e i Bizantini; dal secolo VI al IX è diventata la capitale della Tuscia (l’odierna Toscana) grazie ai Longobardi. A questo periodo risalgono le chiese storiche della città: San Martino, S. Frediano, Santa Maria Forisportam, San Pietro.

A un breve periodo di dominazione Franca seguì un lungo periodo di contrasti con le città di Pisa e Genova. Lucca si difese grazie all’innalzamento di una seconda cinta muraria alta ben 12 metri.

Inizia così uno dei periodi più fiorenti per la città di Lucca. Le attività commerciali, soprattutto l’industria serica e l’attività mercantile, la lanciarono in tutta Europa e la ricchezza così ottenuta fu sapientemente utilizzata nella ristrutturazione urbanistica e artistica della città. Ma la ricchezza fece gola a molte famiglie importanti di Lucca che volevano imporsi al potere tanto da portare una divisione fra Guelfi e Ghibellini. Dopo aver cinto d’assedio la città il condottiero della repubblica pisana Uguccione della Faggiola prese il potere ma Castruccio Castracani, leggendario uomo d’arme e capitano di ventura, la riconquistò nel 1316 e divenne duca di Lucca, Pistoia, Luni e Volterra. Nel 1322, probabilmente su progetto di Giotto, Castruccio dette inizio alla costruzione della magnifica fortezza detta l’Augusta che era sovrastata da ben 29 torri. Nel 1370 il governo lucchese, però, decise per la sua demolizione ed infatti l’unico frammento rimasto è un portale su cui è impressa la pittura di aquila imperiale, situata tra il cortile degli Svizzeri e la Chiesa di San Romano.

Nel 1400 divenne Signore di Lucca Paolo Guinigi. Intensificò il processo di urbanizzazione seguendo i canoni del dirompente Rinascimento lucchese. Di questo periodo è la famosa Torre Guinigi che sovrasta Lucca con i suoi alberi sulla sommità. Deposto Guinigi nel 1430 subentrò al potere una oligarchia delle maggiori famiglie fino al 1531 in cui iniziò una serie di rivolte sociali sintomo della riforma protestante. La repubblica riuscì a resistere alle pressioni esterne, soprattutto della città di Firenze. Per protezione si decise agli inizi del 1500 di ampliare le mura per renderle resistenti alle armi da fuoco.

Dalla attività di mercanti si passò ad una economia prevalentemente agricola e la popolazione cominciò a de localizzarsi rispetto al centro. Le ville sei-settecentesche ai piedi delle colline di Lucca sono testimoni di questa attitudine.

La Rivoluzione Francese e l’avvento di Napoleone ebbero enorme influenza su Lucca. La sorella di lui, Elisa Bonaparte, come Principessa di Lucca ha contribuito a dare alle mura l’aspetto che ancora oggi conservano e a trasformarle da strumento di difesa a ornamento cittadino. Dopo il congresso di Vienna del 1817 Lucca fu annessa al nascente Regno d’Italia .

Città come Firenze erano in fermento per le nuove rivoluzioni urbanistiche e anche a Lucca si pensò di demolire le mura per dare più respiro alla viabilità ma fortunatamente prevalse il carattere conservatore della città e possiamo ancora oggi osservarle in tutta la loro maestosità.
Uscendo dall’Hotel lo trovate alla vostra destra. Niccolò Ammannati,  nel 1577, fu incaricato dei lavori di costruzione di questo che doveva essere il Palazzo del potere. Da notare la voluta asimmetria quasi a sottolineare la spontaneità del rinascimento lucchese in contrapposizione con la simmetria di quello fiorentino. Anche Filippo Juvarra ha contribuito ai lavori creando il portale principale. Infine Lorenzo Nottolini, su commissione di Elisa Baciocchi Bonaparte, ha riconcepito la struttura secondo i canoni del tempo.
Ricostruita nel sec. XIII daifrati Domenicani sulla base di un oratorio del sec. VII è rimasta un’operaincompiuta ma si può vantare di aver ospitato il frate Girolamo Savonarola.
Uscendo dall’Hotel Universo dirigetevi a sinistra, troverete piazza san Giovanni proprio davanti a voi.

E’ stata la prima sede dei vescovi della diocesi.  Agli inizi dell' VIII secolo la dignità di cattedrale venne trasferita in San Martino e qui rimase il diritto al fonte battesimale. L'impianto attuale risale per buona parte alla ricostruzione della seconda metà del XII secolo, ma le sue origini sono assai più antiche.

Il complesso di Santa Reparata sorse nel V secolo su un'area di insediamento romano. Attorno al VI secolo il complesso assunse una funzione cimiteriale ma nell'VIII secolo la chiesa era di nuovo funzionante. Nel IX secolo venne aperta una cripta dove furono deposte le reliquie di San Pantaleone, rinvenute nel 1714.Tra la fine del X e gli inizi dell'XI secolo furono eseguiti nuovi interventi.

Alla fine del Seicento venne aperta nel fianco sinistro la cappella di Sant'Ignazio su un progetto di Domenico Martinelli, una delle più interessanti realizzazioni Barocche di Lucca, interamente rivestita in marmi policromi con decorazioni ad affresco nella cupola raffiguranti la Gloria di Sant'Ignazio.

Il campanile, il battistero e l'area archeologica sono aperti alle visite ogni giorno, dalle ore 10,00 alle ore 18,00 

Per informazioni: www.museocattedralelucca.it
Duomo di San Martino

Uscendo dall’Hotel dirigetevi alla vostra sinistra, imboccate via Duomo, sempre dritto fino a Piazza san Martino.

San Frediano lo fece costruire nel VI sec. ma non rimane traccia del primo impianto. Tutti i successivi interventi si possono osservare su questo edificio. Degno di menzione il rilievo della Deposizione attribuito a Nicola Pisano (1278-1287). Molte le opere affascinanti: le acquasantiere; l’altare di San Regolo di Matteo Civitali del 1498; l’Ultima cena di Jacopo Tintoretto; il sarcofago di Ilaria del Carretto, moglie di Paolo Guinigi, morta appena 26enne nel 1405, capolavoro di Jacopo della Quercia; una pala del Ghirlandaio. Proprio al centro della navata centrale troviamo la Cappella del Volto Santo, sempre di Matteo Civitali e sull’altare il Crocifisso del Volto Santo, uno dei massimi capolavori di scultura lignea religiosa. La leggenda narra che Nicodemo lo scolpì usando legno di cedro del Libano. Il crocifisso fu poi deposto in una barca che attraversò il mediterraneo fino ad arrivare a Lucca. Questo crocifisso è strettamente legato a Lucca, il 13 settembre viene festeggiato con una grande e suggestiva processione per le vie della città.

Museo della Cattedrale

Affaccia su piazza Antelminelli. All’interno si possono ammirare collezioni che provengono dal Duomo e dalla chiesa dei SS. Giovanni e Reparata. Codici miniati; la croce dei pisani di Paolo Guinigi; pitture,sculture e oggetti di oreficeria del rinascimento lucchese, arredi liturgici.
All’inizio dell’ottocento la Regia Università di Lucca lo utilizzava per sperimentazionisu specie arboree locali e esotiche da utilizzare nelle residenza lucchesi.L’idea iniziale fu di Elisa Baciocchi Bonaparte ma la realizzazione la dobbiamoa Maria Luisa di Borbone. Possiamo ancora osservare il primo cedro del Libanoche allora fu piantato qui. Osserviamo arboreto, laghetto, collezioni medicinalie alimentari, serre, biblioteca, germoteca, Museo Botanico che comprende oltre10.000 campioni secchi di vegetali.
Qui sorgeva il foro romano ed è rimasto tutt’oggi centro della vita cittadina lucchese. Meravigliosa la pavimentazione in mattoni disposti per costa a spina di pesce. Nel 1700 fu rialzato di due scalini in pietra grigia con riquadri in calcare bianco e delimitata da colonnine e catene. Al centro possiamo osservare la statua dedicata a Francesco Burlamacchi, gonfaloniere di Lucca nel 1553 che si oppose strenuamente all’egemonia dei Medici e fu messo a morte da Carlo V.

Giosuè Carducci lo elogia così:

“E fuprimo Burlamacchi
dato amorte e pur non vinto
controil fato e Carlo quinto
il futuro ad attestar”

Ai lati della piazza possiamo ammirare le tipiche case medievali con le finestre polifore e archetti trilobati.

Da un lato spicca il Palazzo del Podestà, poi pretorio con la sua profonda loggia cheospita il monumento a Matteo Civitali.

Alcentro della piazza si erge la Chiesa di San Michele. Nasce nel 1070 nell’area ove sorgeva unaltro edificio religioso del 795. Ammirate i quattro ordini di logge che si coronano con l’abside finemente decorato in stile tardo romanico.

All’apice della facciata troviamo la statua bronzea di San Michele arcangelo che uccide il drago.

L’interno ricorda una basilica, divisa in tre navate di gusto romanico. Una passeggiata all’interno per ammirare i dipinti e le sculture che qui si conservano.Troviamo una meravigliosa terracotta di Andrea della Robbia e una tavola di Filippino Lippi.
Uscendo dall’Hotel girate a destra in viaBeccheria, poi a destra in via Roma e subito a sinistra imboccate via Fillungo.

Gli antichi Cardo eDecumano corrispondevano proprio a via Fillungo e via Roma. E’ la via piùmondana della città con i suoi negozi e la gente che continuamente la percorre.Il vecchio e il nuovo si fondono nell’accostamento dei negozi con i palazzi medievali in mattoni.Troviamo le case di Matteo Civitali e Giovanni Sercambi (Sercambi: Lucca1348-1424: cronista e narratore del XIV secolo. Speziale, partecipò attivamentealla vita politica cittadina sostenendo l'eminente famiglia lucchese dei Guinigi). La casanatale di Boccherini (Lucca 1743-1805. E’ stato un compositore e violoncellista italiano . Prolifico compositore, principalmente di musica da camera, fu il maggiorrappresentante della musica strumentale nei paesi neolatini europei durante ilperiodo del classicismoviennese.)
La piazzadell'Anfiteatro è stata edificata sui resti dell'antico anfiteatro romano del II sec d.C. ed è stato luogo di spettacoli fino al VI sec. La forma ellittica chiusa deriva proprio dall’antico anfiteatro.

La piazza nacque nelmedioevo ed era chiamata "parlascio", una storpiatura del latino paralisium("anfiteatro"), che per influenza della parola "parlare",fu detto che indicasse il luogo dove si tenevano le riunioni di cittadini.

L’anfiteatroè stato oggetto di asportazioni nel corso dei secoli per utilizzarne ilmateriale per altre costruzioni. In seguito, grazie a Carlo Lodovico nel 1830,l’architetto Nottolini fu incaricato del suo recupero e il risultato è lapiazza che oggi ammiriamo. Le abitazioni seguono l’impianto ellittico delteatro e frammenti se ne possono ancora osservare nelle porzioni esterne dovevediamo le 55 arcate poggiate su pilastri a bande bicrome di mattoni alternatia pietra. Quella a est è l’unica arcata originale romana, le altre sonorifacimenti del Nottolini.
Costruito nel 1667 ha gusto tardo rinascimentale e vi ritroviamo il gusto per le asimmetrie tipico di Lucca.

Fa da cornice lo splendido giardino all'italiana attribuito a Filippo Juvarra, poi l'imponente scalone e gli affreschi del salone monumentale eseguiti daScorsini e De Santi (prima metà del sec. XVIII). Al suo interno il Palazzo ospita, tra l'altro, un'esposizione di antichi strumenti medico-chirurgici appartenuti a Pietro Pfanner (1864-1935), chirurgo e sindaco di Lucca dal 1920 al 1922.

Negli ultimi decenni il Palazzo è stato scelto come set cinematografico per film quali Il Marchese del Grillo di Mario Monicelli e Ritratto di Signora di Jane Campion.
La suacostruzione risale al XII sec. Ha sostituito una costruzione più antica cheprendeva il nome di Santa Maria nera perché conteneva una copia della Madonnadi Loreto. Della primitiva chiesa medievale restano le due absidi minori e il fianco destro in cui si apre unportale con un archivolto decoratoda un fregio vegetale, ai lati del quale spuntano due leoni. Prende il nome dalla “corterolandinga” in cui era stata costruita. Troviamo all’interno manifestazionirare di barocco lucchese nei capitelli dorati, negli archi e nei soffittidipinti. Simpatica la perfetta riproduzione della Cappella-Santuario dellaSanta Casa di Loreto, eseguita nel 1662. Attualmente accoglie la Bibliotecastatale che comprende circa 500.000 volumi
La casa dove il 22 dicembre 1858 nacque il più grande compositore lucchese ospita manoscritti, effetti personali e cimeli. 
Il museo custodisce preziosi oggetti appartenuti al musicista, su tutti il pianoforte con cui compose Turandot. 
Vi sono poi partiture autografe di lavori giovanili, come la Messa a 4 voci del 1880 e il Capriccio Sinfonico del 1883, bozzetti, lettere e foto. Una serie di interessanti dipinti costituiscono una vera e propria galleria di famiglia. Il 13 Settembre 2011 sarà nuovamente inaugurata la casa dopo un attento e lungo restauro. A breve il programma delle celebrazioni.
Lo 'Spedale per i Pazzi di Fregionaia fu istituito dalla Repubblica di Lucca nella seconda metà del Settecento. 

Il 20 aprile 1773 fu ufficialmente aperto lo Spedale de' Pazzi di Fregionaia.
 
Alla promulgazione della legge 180 del 1978 risultava il più antico manicomio italiano.
Mario Tobino, il 9 luglio 1942, inizia la lunga esperienza di Maggiano, come medico presso questo Ospedale Psichiatrico al quale resterà legato per più di quaranta anni e ne scriverà nel suo libro "Gli ultimi giorni di Magliano". 
Oggi l'ospedale ospita il Museo della Storia della Psichiatria.
Nel cuore di Lucca emerge un pezzo della città romana. Si tratta dei resti di un'abitazione che è stata ribattezzata la casa del fanciullo sul delfino, dalla figura rappresentata su un pezzo di terracotta ritrovato nel sito. 
Un edificio del I secolo avanti Cristo. Nell'area del portico sono stati scoperti alcuni oggetti sepolti intenzionalmente, forse in occasione di un rito propiziatorio. In particolare è stato ritrovato un vasetto di terracotta ancora integro e una spilla di bronzo. 
Sono visibili strutture murarie e reperti di epoca romana(I sec. a.C.), longobarda, medioevale e rinascimentale, con fregi e oggetti originali.
L'Agorà è una biblioteca di pubblica lettura, offre servizi sulla base dell'uguaglianza di accesso per tutti. Promuove l'informazione e la conoscenza mettendo a disposizione libri, giornali, riviste, dvd, cd audio; svolge, inoltre, la funzione di conservazione di patrimonio storico documentario.
 Il centro culturale Agorà è stato ricavato nel Convento dei Padri Serviti costruito intorno al 1300 dall'Ordine dei Servi di Maria insieme alla chiesa adiacente. 

L'auditorium attiguo all'area di prima accoglienza è stato ricavato nell'ex Oratorio di S. Lorenzo, risalente al 1480, la cui struttura originaria è rimasta pressochè invariata nonostante diversi interventi di restauro. Sopra l'altare è presente una pala del Guidotti, pittore del '600, che raffigura il miracolo di San Silao. 
L'Auditorium consente lo svolgimento di attività convegnistica.
Sara' inaugurato domenica 17 marzo 2013, dopo alcuni lavori di restauro, nel complesso architettonico di Palazzo Ducale di Lucca, il Museo del Risorgimento, vera e propria ''casa della memoria'' sul processo storico che ha portato alla formazione del nostro Stato nazionale. All'inaugurazione, alle ore 11,30, nella Sala Tobino a Palazzo Ducale. 


Il Museo del Risorgimento illustra il periodo della storia italiana compreso tra il 1821 e la prima guerra mondiale. Cimeli rari quali la bandiera dei Carbonari del 1821 omaggio dell'amministrazione provinciale, le bandiere della Guardia Nazionale e del XII battaglione, e i cimeli garibaldini e mazziniani. Sono esposte inoltre una serie di armi di varie epoche e nazioni di provenienza.
Incluso nel “Guinnes dei primati” 1997 come il più piccolo teatro storico pubblico del mondo, il Teatrino di Vetriano misura solo 71 metri quadrati, ma è completo di tutto quanto si richieda a una sala teatrale in piena regola. Può ospitare 95 persone. Costruito nel 1890, è caratterizzato da una pianta trapezoidale e due ordini di balconate. Negli anni Ottanta minacciosi dissesti alle strutture portanti ne hanno imposto la chiusura. Grazie all'attiva intermediazione della Delegazione FAI di Lucca, il bene è stato acquisito dalla Fondazione che si è impegnata a restaurare il teatrino e a renderlo nuovamente agibile, per ospitare opere di prosa e arte varia.

Attualmente ospita eventi in collaborazione con l'Accademia del Teatro alla Scala. 

località Carraia -Vetriano - 55060 Pescaglia (LU)

Foto di DANIELA Pasquetti